Moschus boutique. Dove l’eccellenza è di casa

Incominciamo da oggi la serie dedicata alle interviste ai gestori/proprietari delle boutique più raffinate delle Marche e della Romagna. Partiamo dalla splendida Senigallia, cittadella marchigiana che ospita la Boutique Moschus, la quale si affaccia proprio davanti alla famosa Rocca (Via Marchetti, angolo P.zza del Duca) e si rivolge ad un target maschile di nicchia che veste  seguendo la qualità e l’originalità del marchio (spesso sconosciuto ai più) e non mira per forza all’inseguimento estetico della griffe glamour del momento.

Il proprietario Gianluca Messico, esperto conoscitore dell’abito maschile in tutte le sue sfumature, assieme alla moglie Monica, mette a loro agio i propri clienti  attraverso oltre 20 anni di esperienza nel settore e una cordialità ed un savoir faire che ti conquista fin dai primi istanti. Tra i brand proposti: Lardini, Tagliatore, Paolo Pecora,Incotex, Barba Napoli, Roda, Spina, Soho, Berwich, Eleventhy e Doucals.

16chic: Quando hai pensato di diventare un commerciante e perché?
GM: A sedici anni ero una promessa degli studi, ma non appena iniziai a fare le stagioni al mare (lavori stagionali negli hotel – ndr) e fare i primi guadagni, rinunciai agli studi per iniziare a lavorare presso negozi e boutique di abbigliamento di lusso ad Ancona.

16chic: Quali sono i tuoi obiettivi e in cosa credi?
GM: Cerco di essere, ma in fondo lo sono, un venditore di razza che non giudica mai la vestibilità di un cliente. I miei modi sono da piccola bottega, sono molto umile in questo, cerco di vestire la gente senza per forza “coprirla” di qualcosa da comprare. Le persone da noi sono coccolate e servite, devono sentirsi come fossero a casa loro.

16chic: Il target del tuo negozio?
GM: E’ il cliente di razza, quello che magari viene da noi una volta ogni tre mesi per business, ma anche quello distratto, il turista delle giornate estive, perché no? Comunque sia, il cliente che entra da noi cerca la raffinatezza e l’originalità del piccolo dettaglio. Anche nascosto.

16chic: A quali stilisti/brand più ti affidi per dare allure alla tua boutique?
GM: Non credo tanto negli stilisti. Non è uno snobbismo, ma credo veramente che siano anni un pochino bui, dove c’è molta mancanza di idee e si scopiazzano tutti. Credo invece nelle persone che lavorano come matti per raggiungere il vero sapore dello stile. Marchi di nicchia “fatti” da persone che se ne intendono, magari venuti alla ribalta dopo anni di duro lavoro alle spalle. E comunque la mia selezione si basa anche dalle scoperte che faccio durante i miei viaggi all’estero (Parigi, Belino e così via).

16chic: Come si presenta la tua boutique, che luogo è, a cosa s’ispira (se s’ispira a qualcosa)?
GM: E’ la mia casa, un posto dove amo accogliere la gente.

16chic: Qual è il capo must-have per ogni uomo?
GM: Una giacca di nuova generazione, destrutturata e reinterpretata in maniera giovane e contemporanea.

16chic: Quali sono i capi che preferisci indossare?
GM: Porto poco i jeans. Porto la giacca di cui sopra e, diciamo che sono anche un “camiciaio”, la camicia la porto spessissimo. Poi adoro i volumi e le fogge giapponesi.

16chic: Come vedi e come ti rivolgi al mondo della comunicazione/marketing via social (facebook, twitter e così via) sul web?
GM: Nel web siamo messi abbastanza male, ma non lo demonizzo, anzi, mi ci sto avvicinando pian piano per carpirne le potenzialità. Capisco che sia uno strumento fondamentale nella contemporaneità e assolutamente necessario per il futuro prossimo della nostra boutique.

16chic: Secondo te le persone dei piccoli centri urbani sono penalizzate nello stile, rispetto alla gente “metropolitana”, che ha la possibilità di vivere e respirare sempre novità?
GM: Si, ovvio. Le persone, qui (parla di Senigallia, ndr), vedono principalmente vetrine spersonalizzate, ma la potenzialità di posti del genere è altissima, dato anche il flusso enorme di persone del periodo estivo. E’ un peccato che i negozianti siano così lontani da certe scelte corrette di estetiche di “visual” e senza nessuna idea a riguardo. Bisognerebbe poi organizzare ogni tanto una sorta di “week boutiques aperte”, nella quale promuovere le nostre attività e le bellezze della città.

16chic: La crisi sta colpendo più o meno tutti. Secondo te le persone che erano abituate ad acquistare in boutique continueranno a farlo (ma di meno), oppure rinunceranno e si vestiranno altrove?
GM: Non rinunceranno ma lo faranno di meno. Probabilmente la spunteranno le boutique coraggiose, che sapranno fornire alle persone prodotti cool col migliore rapporto qualità/prezzo. Osare può ripagare, questo è un rischio da correre.

16chic: Speranze e progetti per il futuro?
GM: Non vivo di speranze ma di progetti. C’è qualcosa che si muove, ma sto zitto per scaramanzia (sorrisino scaramantico – ndr).


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